Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, è l’unica regione che presenta tutti gli ecosistemi possibili a questa latitudine,
L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione.
Fondata tra il 1195 e il 1199 come avamposto militare-amministrativo di Treviso, Castelfranco deve il suo nome alla sua consistenza di fortilizio e all'esenzione da tributi concessa, al momento della sua fondazione, a chi vi fosse trasferito per risiedervi. Localizzata sul crocevia tra la via Postumia e l'asse di collegamento tra Padova e Asolo, la città occupava una posizione strategica sia in tempo di guerra, sia, per l'attività mercantile, in tempo di pace. Contesa tra le potenze confinanti di Treviso, Padova e Vicenza, per oltre un secolo, Castelfranco entrò nel 1339 sotto il dominio di Venezia a cui rimase annessa, tranne breve periodi, fino al 1797. La Serenissima avviò un processo di smilitarizzazione della città e ne valorizzò la natura mercantile, mentre la zona agricola circostante fu oggetto degli investimenti terrieri della nobiltà lagunare. Il successo economico portò a un progressivo ampliamento dell'abitato fuori le mura e a una rilettura, nel XVIII sec., del centro dove, non più legati alle rigide esigenze militari, vennero costruiti edifici rappresentativi e aperti per spazi pubblici, troncando però, in corrispondenza del nuovo complesso del Duomo, uno dei due assi principali dell'impianto urbano duecentesco. All'architetto Francesco Maria Preti, nato a Castelfranco nel 1701, si devono i principali interventi settecenteschi in città. Il cittadino più noto è però indubbiamente Giorgio di Castelfranco, detto Giorgione, pittore rivoluzionario del rinascimento veneto, dalla breve quanto misteriosa vita.
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